Giulia e Lorenzo
- Data
- 26 settembre 2026
- Stagione
- Autunno
- Territorio
- Piemonte
- Cerimonia e ricevimento
- Villa Botta Adorno
La facciata ocra di Villa Botta Adorno quel mattino teneva il sole come fosse abituata a farlo da secoli — una luce piena, quasi verticale, che non lasciava ombre lunghe ma rendeva ogni cosa nitida e ferma.
Giulia e Lorenzo avevano scelto il blu e la terracotta, e i fiori li avevano ascoltati: ortensie blu-viola, compatte e pesanti come possono esserlo solo quelle che hanno bevuto tutta la notte, accanto a rose ramificate color corallo che si alzavano leggere sopra di loro. Nel bouquet, le rose di giardino rosa antico aperte a coppa piena, con i petali che si arrotolano verso il centro come fa chi ha tutto il tempo del mondo, e le bacche bianche cerose che portavano, nel mezzo di quel giorno estivo, qualcosa di quieto e quasi invernale.
Avevamo lavorato dalla mattina presto, sul ghiaino del cortile, con la carta kraft ancora aperta sul bancone accanto a noi. Quando i nastri bianchi sulle sedie erano stati annodati e i vasi trovato la loro altezza giusta, ci siamo allontanati piano, verso il fondo della ghiaia, e li abbiamo lasciati lì, loro e i fiori, dentro quella luce.
Villa Botta Adorno ha pareti color ocra e persiane senape: una base calda che chiede di essere contrastata, non assecondato. Abbiamo costruito la palette intorno a quell'opposizione — il blu-viola delle ortensie contro il giallo della facciata, poi terracotta e rosa antico a tenere il calore, verde oliva e orchidea pallido a smorzarlo. Le composizioni a terra nella corte seguono la logica del luogo: volumetriche, asimmetriche, appoggiate direttamente sul selciato come se fossero sempre state lì. Settembre in Piemonte porta ancora luce piena, ma con un'ora in meno — tutto è scelto per reggere quella luce senza cedere.
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